Il Territorio

Sant’Angelo in Vado

“Una perla nel ducato del Montefeltro culla di arte e natura nel centro d’Italia dove gli odori dei boschi si legano ai sapori del tartufo bianco prodotto privilegiato di questa terra”

Sant’Angelo in Vado si trova nell’intenso verde della Valle del Metatauro, non lontano dalla catena montuosa dell’Appennino centrale che separa Marche, Umbria e Toscana. Sorge sulle rovine dell’antica Tifernum Mataurenese, un antico municipio romano già menzionato da Plinio il Vecchio e da Tolomeo presenti in diverse epigrafi conservate nel Museo Archeologico.

Presso il Campo della Pieve è stata rinvenuta una “domus” gentilizia romana del 1° secolo d.C, ricoperta per intero di mosaici policromi per 1000 metri quadrati. Battezzata “Domus del Mito” per via delle numeroso interpretazioni mitologiche presenti nei tappeti musivi.

Il territorio fu interessato da una lunga guerra tra Bizantini e Ostrogoti(VI secolo) portando alla totale distruzione della cittadina. I Longobardi poi la ricostruirono sulle rovine della città romana dedicandola all’Arcangelo Michele, da quì il nome Sant’Angelo. La seconda parte del nome “in Vado” fu aggiunta per via dell’attività produttiva legata alla coltivazione di una pianta tintoria denominata “guado”.

Durante il Medio Evo Sant’Angelo fu capoluogo della Massa Trabaria, Provincia Forestale dello Stato della Chiesa e antica regione appenninica composta da Marche, della Romagna, dell’Umbria e della Toscana.Durante la seconda metà del XIV secolo divenne feudo della famiglia Brancaleoni, fino al 1437.

 

Da visitare nei dintorni:

Domus del Mito

Nell’area del Campo della Pieve è stata rinvenuta una grande domus gentilizia eretta verso la fine del 1° secolo d.C. Ampia circa 1000 metri quadrati è impreziosita da una moltitudine di mosaici figurati bicromi e policromi rappresentando quindi il ritrovamento archeologico più importante degli ultimi 50 anni.

La perfetta conservazione dei pavimenti musivi mostra fra i temi raffigurati Nettuno e Anfitrite sul carro del trionfo, il busto di Dionisio, la testa di Medusa, il riquadro con la caccia ed un sontuoso mosaico del triclinio.

Le Terme Romane

Le Terme Romane di TIFERNUM MATAURENSE sono state scavate dalla Sopraintendenza Archeologica delle Marche tra il 1957 e il 1959, ricoperte per ragioni conservative negli ultimi 60 anni e recentemente riportate alla luce dall’Università degli Studi di Macerata. Il tutto è in parte ancora inesplorato, si divide in diversi ambienti, il maggiore dei quali riscaldato (calidarium), ha il noto doppi sistema di pavimentazione (hypocaustum), sostenuto dai pilastrini in laterzio (suspensurae) che poggiano su un sottopiano di tegole.

S. Filippo

S. Filippo risale al XV secolo e inizialmente era un oratorio dedicato all’Immacolata Concezione di Maria. Restaurato nel 1605 assunse un insolita pianta ottagonale. Nel XIX prese il nome di S. Filippo. Al suo interno si trovano molte opere d’arte , tra cui la superba cupola affrescata da August Albrech Wallestain datata 1629, in cui si possono vedere le Storie della Vergine accompagnata dalle Sibille e Profeti. L’altare centrale ospita la statua della lignea della Vergine Annunziata del XV secolo attribuita a Lorenzo Ghiberti.

Santa Caterina

Santa Caterina “delle Bastarde” è così chiamato perchè anticamente era sede dell’Ospedale delle Esposte e del Monte di Pietà. Il portale gotico in pietra arenaria mostra la data del 1402 o 1452 (è abrasa).

Nel corso del XVII secolo l’interno è stato ristrutturato, a navata unica, ospita statue in stucco a dimensione naturale di Virtù Cardinali e Dottori della Chiesa di Tommaso Amantini, allievo del Brandani. L’altare maggiore è in legno dorato ed intagliato conserva una Pala con il martirio di Santa Caterina dello Schiaminossi, oltre ad una serie di quadretti ad olio del Braganti che mostrano Storie di Santa Caterina.

Urbania

Urbania è una città decorata al valor militare per la guerra di liberazione grazie al contributo dato alla Resistenza di cui si ricorda il tragico bombardamento del 23 gennaio 1944 da parte delle forze alleate. Nonostante sia molto piccola è una meta turistica di spicco per via delle bellezze chiese e dei musei storici presenti nella zona.

Tra i monumenti e luoghi di interesse troviamo: Concattedrale di San Cristoforo martire, Chiesa e Convento di San Francesco, Chiesa dei Morti, Chiesa di Santa Caterina, Chiesa dello Spirito Santo, Chiesa del Corpus Domini, Chiesa del SS.mo Crocifisso dell’Ospedale, Oratorio della Madonna del Carmine, Oratorio della Madonna “di Cassoni”, Chiesa e Convento dei Cappuccini, Ex Chiesa e Convento di San Giovanni Battista del Barco, Barco Ducale, Chiesa e Monastero di Santa Chiara, Chiesa e Monastero di Santa Maria Maddalena ed il Santuario del SS.mo Crocifisso di Battaglia

Mercatello sul Metauro

Questa cittadina, posta sul corso del fiume Metauro alla base dell’Appennino, è del XII secolo a.C. e fu costruita degli umbri. Nell’ epoca romana l’imporatore Augusto la inserì nella Regio VI Umbria. Fu distrutta durante le invasioni barbariche e poi ricostruita dai Longobardi nel VI secolo che la a San Pietro col nome di Pieve d’Ico.

Nel 756 Pipino il Breve donò il terriotorio a S. Pietro. Durante il 1235 papa Gregorio IX decise di radunare la popolazione dei sette castelli che circondavano Mercatello all’interno del territorio della pieve. . Nel 1361 Mercatello fu acquistato da Branca Brancaleoni di Casteldurante per 5000 fiorini d’ oro tramite il Legato Pontificio. Nel 1417, con il matrimonio di Federico da Montefeltro con Gentile Brancaleoni, Signora di Mercatello sul Metauro, la municipalità viene portata in dote al Duca di Urbino. Tra i monumenti e luoghi di interesse troviamo: Chiesa e museo di San Francesco, la Pieve Collegiata e la Chiesa di Santa Maria al Metauro.

Il Territorio